Fiat Panda: un ottimo prodotto ma...
Qualche giorno fa mi sono trovato a noleggiare una Fiat Panda 1.2 Dynamic e devo dire che ne ho avuto un'ottima impressione.La Fiat Panda è un modello sicuramente riuscito, ha un ottimo comportamento su strada, un'abitabilità eccezionale per le sue dimensioni grazie anche all'altezza dell'abitacolo che, tra l'altro gli conferisce una posizione di guida rialzata più rilassante. Anche il bagagliaio dà un impressione di elevata capacità.
Il motore è buono anche se non particolarmente elastico ed i consumi anche se ridotti non sono all'altezza di quelli delle ultime concorrenti (il progetto Citroen C1, Toyota Aygo e Peugeot 107).
Trovo particolarmente utile il servosterzo elettrico di Fiat Panda (presente anche su Fiat Grande Punto) che in posizione City permette di girare il volante senza alcuno sforzo.Vorrei però a questo punto parlare di quello che, come spesso succede con i prodotti di Fiat Auto, mi ha lasciato veramente perplesso.
La cappelliera (il pannello rigido che copre il bagagliaio per intenderci) non è legata al portellone con i soliti due fili. Quindi per accedere al bagaglio è necessario sollevarlo, operazione che è difficile da fare se come spesso succede, si hanno le mani occupate dagli oggetti che si vogliono caricare nell'auto.
Si tratta di un piccolo difetto direte voi, ma è sintomatico di come i tecnici ed i responsabili di prodotto di Fiat Auto ragionano. In pratica alla base di tutto questo c'è solo una cosa: la riduzione costi, infatti provate a calcolare insieme a me: i fili mancanti costeranno tra materiale e montaggio diciamo 2 euro, moltiplicato per circa 250.000 auto prodotte anno ecco che hai risparmiato 500.000 Euro, che sommati ad altri piccoli risparmi simili fanno risparmiare milioni di Euro all'anno.
Questo modo di ragionare è secondo me molto miope, sono convinto che il cliente se ne accorge eccome di queste mancanze, che determina un livello di soddisfazione minore che come sempre succede in questi casi viene dichiarato ai quattro venti.
Risultato: perdita di immagine e meno vendite.
Esempi di questo genere ce ne sono tantissimi, io credo che risparmiare sui costi di prodotto si può, ma solo se il cliente non ne riceve uno svantaggio, altrimenti alla lunga il risparmio si traduce in una perdita.
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