
Avevamo già dato in anteprima la notizia
qualche settimana fa, ieri finalmente UNRAE, ANFIA (le associazioni di importatori e costruttori italiani di auto) e il CSST (Centro Studi sui Sistemi di Trasporto), hanno ufficializzato i
risultati di una ricerca condotta per valutare l’impatto dei veicoli sull’inquinamento da PM10, le pericolosissime polveri sottili, note scientificamente con la sigla PM10, che svolgono una azione di invasività a danno dell’apparato respiratorio.
Ne risulta che “le automobili dotate di motorizzazioni Euro3 ed Euro4, hanno pochissime responsabilità nella diffusione”.
Secondo la ricerca “a questo punto, appare in tutta la sua evidenza l’inutilità dei blocchi totali della circolazione, in quanto i veicoli dotati di motorizzazioni Euro3 ed Euro4 non contribuiscono che in minima parte alla diffusione delle polveri sottili”.
In base allo studio pubblicato dal CSST in Italia le emissioni di PM10 sono così ripartite:
trasporto stradale 29%,
emissioni industriali e da centrali termiche 25%,
altre forme di trasporto (marittimo, aereo, ferroviario) 15%,
impianti residenziali, commerciali, istituzionali 11%,
processi produttivi 10%,
processi di combustione naturali 10%.
A sua volta quel 29% riferito al trasporto stradale viene suddiviso come segue:
veicoli industriali e bus 9%,
autovetture 8%,
veicoli commerciali leggeri 5%,
non dovuti a combustione 4%,
ciclomotori 2%,
motocicli 1%.
L’unico dubbio che mi rimane è che questa ricerca è ovviamente di parte visto che Anfia e Unrae hanno come principale interesse quello di aumentare le vendite di auto nuove (cioè quello che secondo loro inquinano pochissimo).
Insomma, se questi dati sono veri, i blocchi del traffico sono una vera presa in giro di noi cittadini e sono fatti con il solo scopo di evitare di prendere decisioni importanti ma difficili per risolvere il problema dell’inquinamento.Etichette: Mercato
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